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Annuario 2017

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SVN – Di quale

SVN – Di quale grandezza? C.D. – Un nuovo 50 piedi del quale si potrà parlare presto. SVN – Anche questo con il roll-bar? C.D. – Sarà presentato in due versioni, una con e una senza roll-bar in modo da accontentare coloro che amano questo tipo di struttura e coloro che, invece, non l’apprezzano. SVN – Dunque state facendo marcia indietro sull’uso del roll-bar? C.D. – No, il roll-bar resta una delle caratteristiche principali degli Oceanis ma, visto che Oceanis è una gamma con trent’anni di storia e resta la più venduta al mondo, dobbiamo far sì che questa sia interessante per il maggior numero possibile di persone e quindi lasciare al consumatore la scelta e non imporla più come nella precedente versione. C’è chi apprezza particolarmente il roll-bar perché lo vede come un contributo importante alla sicurezza della barca e chi, con una visione un po’ più tradizionale o sportiva della barca, preferisce avere il controllo del paranco della randa in pozzetto. Potendo offrire entrambe le alternative, aumentiamo le chance di vendita. SVN – Il referendum sulle riforme costituzionali è stato vinto dal no e questo ha determinato un cambio di esecutivo. Un nuovo esecutivo che promette di portarci rapidamente a elezioni anticipate. Crede che questi avvenimenti possano avere conseguenze sull’andamento del mercato? C.D. – È difficile dirlo perché bisognerebbe sapere cosa sarebbe accaduto se tutto ciò non fosse successo, ma non credo che ci saranno grandi conseguenze. Certamente la perdita di un governo stabile con prospettive a lungo termine non è uno stimolo per il mercato. Si sa che il nemico numero uno dei mercati è l’instabilità. Ma, come mi diceva un importante manager francese ieri sera, l’economia italiana da sempre stupisce per la sua capacità di assorbire l’impatto negativo dei cambiamenti politici, cosa che in Francia non avviene. 12

SVN – Parliamo di saloni. Oggi in Europa il maggiore salone nautico è senza dubbio Düsseldorf, e sembra che non ci sia spazio per altri saloni indoor, lo vediamo con la progressiva perdita d’importanza del salone di Parigi. Secondo lei, da qui a cinque anni, quali saranno i due saloni che domineranno la scena europea? C.D. – La risposta è facile, Genova e Düsseldorf. Düsseldorf come salone indoor e Genova come salone sull’acqua. SVN – Secondo lei, Cannes non sarà una fastidiosa spina nel fianco per il salone di Genova? C.D. – Cannes è un bellissimo salone, in una città dal richiamo internazionale ma riceve 50.000 visitatori l’anno, Genova quest’anno ne ha contati 127.000 e il trend è in crescita. Genova ha un grande potenziale di sviluppo, mentre Cannes ha un grande problema di spazio. Credo che Cannes continuerà a essere il bel salone che è oggi, mentre Genova, grazie al ritorno del mercato interno, ha la chance di tornare a essere il grandioso salone che negli anni pre-crisi si confrontava con i saloni americani di Miami e Ft. Lauderdale, non con Cannes. E già allora a Genova mancava la Croisette… SVN – In molti si chiedono perché continuare a fare un salone a Genova quando la città ligure offre una serie d’inconvenienti non trascurabili. Perché non spostare il salone in una città più importante e meglio organizzata come potrebbe essere Roma? A Roma, in molti sostengono, il pubblico internazionale arriverebbe sia per vedere il salone, ma anche perché attratto dalla città eterna. C.D. – Roma purtroppo non ha strutture a mare e come abbiamo detto prima, in Europa, c’è già un importante salone indoor che è Düsseldorf. Genova funziona perché è il più grande salone europeo come aree a mare. A Roma non ci sono gli spazi per fare quello che si fa a Genova. Confermo che a Genova ci sono delle criticità, a partire dal degrado di alcune aree, alle difficoltà per raggiungerla, sulle quali con le istituzioni locali stiamo lavorando, ma a oggi non esiste un’alternativa con la stessa accoglienza per prodotto in acqua e a terra. E non mi riferisco solo all’Italia, nessun salone nautico al mondo può contare su 100.000 metri quadri in acqua e 100.000 metri quadri a terra. SVN – Lei è anche il presidente dell’UCINA (Confindustria nautica). L’associazione ha dichiarato dati molto incoraggianti per il 2015 e anche le previsioni per il 2016 sono molto positive, crede che siamo definitivamente usciti dalla crisi? C.D. – La ripresa nel nostro settore si sta rivelando robusta e i dati, come ha detto lei, sono incoraggianti: la produzione del nostro comparto è salita del 17,1% nel 2015 rispetto al 2014, e si assesterà intorno al 13% per il 2016 (conosceremo i dati definitivi tra pochi mesi). La prospettiva per il 2017, a giudicare dalle dichiarazioni dei soci UCINA confortati dai risultati del primo quadrimestre della stagione 2016/2017, sembra sarà ancora una crescita a doppia cifra, ricordo che un gran numero delle nostre aziende ha l’anno fiscale da settembre ad agosto. Anche se si deve tenere conto che sono percentuali di crescita che si applicano su fatturati che durante la crisi si sono significativamente ridotti, settori della nostra economia con crescite a due cifre non se ne conoscono molti. Lo ha evidenziato il professor Marco Fortis, economista consulente di Palazzo Chigi, che ha collaborato alla stesura della pubblicazione di UCINA, “La Nautica in Cifre”, compendio dei dati statistici del nostro settore. Siamo pertanto autorizzati a essere fieri dei risultati del nostro settore e motivati a essere sempre più protagonisti dell’economia del nostro Paese. L’Oceanis Yachts 62 in navigazione, modello uscito nel 2016 e primo della gamma Oceanis Yachts 13

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