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Annuario 2017

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“... dal 2014 al 2015

“... dal 2014 al 2015 il fatturato del settore vela è aumentato del 73%... hanno un fatturato che può spostare, anche se di poco, le percentuali di crescita o decrescita del mercato. L’importazione d’imbarcazioni copre il 40% del fatturato del mercato ed è da imputarsi principalmente ai grandi cantieri industriali, molto meno rilevante la quota coperta dalle barche custom sotto i 24 metri. Tra i mercati industriali primeggiano Dufour e i cantieri del gruppo Bénéteau, in secondo piano cantieri come Bavaria e Hanse che continuano a perdere posizioni sul mercato italiano. Aumenta la quota della Dehler che, grazie al rinnovo completo della gamma, in Italia ha superato i fatturati ante crisi. Il totale del fatturato, della produzione nazionale e delle importazioni, generato dalla vela nel nostro Paese nel 2015 è stato di 55.192.000 di euro con un aumento del 73% sul fatturato di 31.863.890 di euro del 2014. Un risultato eccezionale che, seppur mitigato dalla considerazione che è un dato relativo a un fatturato fortemente depresso dalla crisi economica, rimane un segno molto significativo di come stiano cambiando le cose nel settore della vela. I dati del Focus Vela per il 2016 non sono ancora disponibili. A oggi però si sa che il comparto nautico nel suo insieme nel 2016 è cresciuto leggermente di meno dell’anno precedente, ma comunque con numeri a due cifre, facendo registrare un +13%, la performance del solo settore vela è stata di oltre il doppio di questo numero. Quindi, nella corsa dei diversi settori della cantieristica nautica sulla pista del mercato, la vela sarebbe di gran lunga la vincitrice di questi anni. Anche se, in termini di fatturato assoluto, è schiacciata dal settore delle barche a motore. “ Italians number one La nautica da diporto è uno di quei comparti industriali in cui il nostro Paese è leader indiscusso a livello mondiale. A noi italiani è riconosciuta la capacità di creare cose belle e tale capacità ha fatto sì che le nostre barche siano le più apprezzate al mondo. In particolare nel reparto dei superyacht, l’Italia, prima nella classifica mondiale, produce, in termini di metri lineari, tre volte quello che produce il numero due della classifica, ovvero i Paesi Bassi. Seppur in modo meno evidente, il nostro Paese è leader anche nel settore delle barche con motore entrobordo, dove da solo detiene il 23,7% del mercato mondiale. Soffriamo solo nel comparto della vela, dove l’Italia precipita all’ottavo posto. La carenza di produttori e di politiche che stimolino la nascita di nuovi cantieri fa sì che l’Italia non abbia i numeri per scalare le classifiche internazionali. Il settore della cantieristica a vela vede pochissimi cantieri, tutte piccole realtà concentrate in produzioni di nicchia di qualità. Tab 1 - Produttori vela nel mondo Paese Milioni di dollari 1 Francia 727,3 39,4 2 Paesi Bassi 283,5 15 3 Spagna 162,8 8,6 4 Germania 149,5 7,9 5 Regno Unito 76,3 4 6 Sudafrica 67,1 3,5 7 USA 55 2,9 8 Italia 49,8 2,6 9 Polonia 40 2,1 10 Finlandia 39,2 2,1 La classifica dei produttori di barche a vela nel mondo dove la Francia fa la parte del leone e l’Italia di deve accontentare dell’8° posto. Soprende il terzo posto della Spagna, un paese che non ha una grande tradizione nella cantieristica rivolta alla produzione di barche a vela da diporto % 16

Tab 2 - Produttori superyachts nel mondo Paese Metri prodotti Unità 1 Italia 10.907 286 2 Paesi Bassi 3.858 68 3 Turchia 3.325 71 4 Taiwan 2.248 74 5 USA 2.039 57 6 Regno Unito 1.955 64 7 Germania 1.378 14 8 Cina 876 23 9 Emirati Arabi Uniti 676 15 10 Norvegia 442 6 La classifica mondiale dei primi dieci produttori di navi da diporto (super e mega yachts). L’Italia ha una produzione pari a circa 3 volte il numero di metri prodotti dai Paesi Bassi al 2° posto Il settore degli accessori Quello degli accessori è il secondo comparto, dopo la cantieristica, e anche questo è in ripresa seppur con un trend più moderato. Questo settore nel 2015 ha messo a segno un +6,7% che confrontato con il dato del PIL nazionale rappresenta un incremento eccezionale, ma che si smorza quando lo si confronta con quello della nautica nel suo insieme che, nello stesso periodo, ha fatto registrare un +17%. Positivo il trend delle esportazioni che dal 2010 in poi è salito notevolmente passando dai 261.490.000 di euro ai 294.070.000 di euro del 2015 con un picco nel 2013 quando ha raggiunto quota 311.140.000. Nell’insieme il settore, che nel 2012 ha vissuto una forte contrazione del fatturato, oggi genera un giro di affari pari a 836.240.000 euro. Anno Tab 2 - Fatturato settore accessori Mercato interno Esportazione Totale 2010 397.370 261.490 658.860 2011 379.920 284.900 664.820 2012 302.630 295.520 598.150 2013 284.020 311.140 595.160 2014 291.920 304.690 596.610 2015 294.070 298.790 592.860 moltiplicare x 1.000 Quante barche ci sono in Italia Il parco d’imbarcazioni da diporto iscritte presso le Capitanerie o la Motorizzazione civile in Italia è pari, nel suo totale, a 103.584 unità alle quali bisogna aggiungere le circa 400.000 imbarcazioni non immatricolate divise tra vela e motore, dove quest’ultima tipologia fa la parte del leone con circa 350.000 unità. Tra le imbarcazioni immatricolate, le barche a vela sono circa un quarto di quelle a motore, il loro totale è pari a 19.979. Di queste la fetta più grande, pari a 44,86% del totale, è rappresentata dalle barche tra i 10 e i 12 metri con 8.963 unità, mentre nella fascia più grande, quella dai 18 ai 24 metri, ci sono 1.187 unità. Le barche a vela rappresentano il 19,3% del numero di unità da diporto fra i 10 e i 24 metri presenti in Italia e l’11% a livello mondiale. Questo mette in luce come, nonostante i numeri non siano grandi, l’Italia sia un Paese dove la vela è ben diffusa. Fonte ICOMIA Fonte MIT In questi due grafici si illustra la divisione del parco barche italiano e mondiale tra unità a vela e a motore. Il grafico in alto, costruito dal team di Nautica in Cifre (UCINA) sulla base di dati MIT, si riferisce al parco barche italiano. Nel grafico qui sopra, realizzato su dati ICOMIA, si illustra una suddivisione che comprende battelli pneumatici e moto d’acqua, PWCs 17

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