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MAXI In alto, l’Hanse 675, il nuovo modello varato nel 2016 e disegnato dallo studio Vrolijk Di lato il pozzetto della stessa barca con il doppio tavolo Le differenze Tra un minimaxi di un cantiere industriale e uno di un cantiere artigianale le differenze sono molte e comprenderle aiuta a capire cosa si sta acquistando. Un prodotto industriale è realizzato con i controstampi, tecnica di costruzione che nei custom made o nei prodotti di cantieri semiartigianali è sconosciuta. Nella costruzione di serie gli impianti e il concetto di gestione della barca non cambiano rispetto ai modelli più piccoli, mentre sui modelli artigianali al salire delle dimensioni gli impianti si trasformano profondamente. Il prodotto industriale da una parte dà la garanzia del prodotto ripetuto in serie dove l’errore viene trovato e quindi eliminato. Tuttavia presenta interni e finiture molto superiori ai modelli più piccoli, ma che non possono ambire alla perfezione dell’artigianalità di alcune barche prodotte custom. Il perché della barca di serie L’arrivo dei cantieri di grande serie nel mondo dei minimaxi sta creando una nuova categoria di armatori di grandi barche. Fino a qualche anno fa un 60-65 piedi era una barca custom costruita secondo i voleri di un armatore disposto a spendere somme ingenti nella sua barca. Invece oggi imbarcazioni della stessa grandezza si possono acquistare con cifre che, seppur alte, sono molto inferiori a quelle occorrenti per acquistare un full custom. Questo apre il mercato a fasce più ampie di clientela. Così nella barca industriale, oltre a trovare una convenienza economica, si può trovare un prodotto di cui potersi fidare e che appaga il desiderio di navigare in grande comodità senza richiedere la concentrazione e l’impegno di tempo richiesti da un custom made. Il mini maxi industriale si può comprare e avere più rapidamente e presenta meno sorprese quando lo si va a rivendere. Così il 60-65 piedi entra nelle stesse dinamiche di mercato di barche più piccole. 22 solovela.net

MAXI I nuovi limiti Una volta raggiunti i 64 piedi del Jeanneau o i 67 di Hanse, pensare che domani questi cantieri possano rompere il muro dei 70 piedi non è certo un azzardo. È solo questione di trovare il modo per rendere queste barche facili da gestire e far sì che non necessitino di un equipaggio qualificato e costoso da mantenere. Le nuove frontiere della costruzione industriale si espanderanno. Si arriverà al punto in cui i progettisti e gli ingegneri sapranno creare barche comode, veloci, sicure e che possano essere portate dal proprio armatore, al limite con aiuti sopra e sotto coperta, ma senza richiedere l’intervento di personale altamente qualificato. La corsa è iniziata e nei prossimi anni su questo fronte vedremo molte novità. Nel giro di due anni quasi tutti i cantieri si sono dotati di un’ammiraglia sopra i 60 piedi e chi non lo ha fatto è in procinto di farlo. C’è da scommettere che nei prossimi due anni l’asticella delle dimensioni delle barche salirà ancora. Foto in alto, l’Oceanis Y chts 62 e sotto il suo pozzetto. Di lato, la cabina armatortiale dello Jeanneau 64 e sotto la stessa barca in navigazione solovela.net 23

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