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MAXI Donne al comando Sempre più donne rivestono il ruolo di comandante professionista, tendenza che si riscontra soprattutto sulle barche a vela. Solitamente sono persone molto qualificate e con una grande esperienza alle spalle, ciò soprattutto perché le mansioni di comandante, da sempre, sono un’esclusiva maschile e le donne che arrivano a quel ruolo devono avere qualità eccezionali per sconfiggere i pregiudizi che le circondano durante tutta la carriera. Sulla vela, molte di loro hanno un intenso passato di regate e altre di lunghe navigazioni. Carolina Rogner, che imbarcatasi a diciannove anni come cuoca oggi è comandante di un 68 piedi di S&S, ci dice: “È stata dura. Soprattutto quando ho cominciato ad avere sotto di me degli uomini. Il fatto che fosse una donna a comandarli, spesso gli sembrava un’offesa e per quanto cercassero di metterci la buona volontà non riuscivano a eseguire i miei ordini, cosa che in alcune circostanze ha creato dei problemi. Poi, lentamente, ho acquisito quella sicurezza e quell’esperienza che oggi mi permettono di comandare qualunque equipaggio senza problemi”. Spesso la professionalità delle donne a bordo è molto elevata. Molte di loro hanno frequentato scuole professionali e fatto molti corsi. Solitamente il loro ruolo è nei servizi: hostess, cuoca, lavanderia. Ma sempre più di freq uente le si vede operare sul ponte come marinaio e in alcuni casi anche come comandante Non tutti nascono come comandanti o equipaggio per maxi, molti arrivano a intraprendere la carriera di skipper professionista per caso, anche perché le scuole internazionali che preparano comandanti per barche a vela sono molte di meno di quelle che preparano comandanti ed equipaggi per barche a motore. Un punto d’incontro tra il mondo delle barche a motore e quello delle barche a vela lo si trova nelle figure destinate ai servizi: hostess, personale di sala, addetti alle pulizie, che in entrambi i tipi di imbarcazioni hanno la stessa preparazione, che va dall’essere un aiuto in cabina e cucina nelle barche più piccole, a essere un super esperto con molti corsi di specializzazione alle spalle, tra i quali pronto soccorso e gestione delle emergenze. solovela.net

MAXI Marineria.it Marineria.it è il sito del nostro esperto Michele Costabile nel quale è possibile trovare gli annunci di ricerca d’impiego di circa 7000 persone che si candidano per diverse qualifiche, dal mozzo al comandante, sia per barche a motore che per barche a vela. A Marineria.it si rivolgono i comandanti che cercano nuovi membri per il loro equipaggio o gli armatori privati. Il contatto può essere del tutto digitale o, come spesso capita, de visu. Chi cerca personale chiama l’agenzia e chiede un certo profilo, Marineria.it si incarica di fargli avere a stretto giro una lista di persone papabili. In alto un momento di un corso di salvataggio per equipaggi professionisti. Sopra lo skipper professionista Anne Laurie che alterna l’attività di istruttrice di vela con quella skipper di maxi yacht negli Stati Uniti Nelle barche sotto i 70 piedi, spesso, le figure di personale addetto ai servizi e personale di plancia si fondono nella stessa persona. Non è raro che in queste barche il comandante sia anche cuoco e aiuti a pulire la barca, mentre fra i 70 e gli 80 piedi si trovano spesso delle coppie dove lui fa il comandante e lei gestisce i servizi. Un’altra differenza di cui ci parla il nostro esperto è la nazionalità dell’equipaggio. Da una parte ci sono gli italiani e dall’altra i nord europei, americani, australiani e neozelandesi. I primi si dividono in due tipologie: la prima e meno diffusa è il comandante professionista preparato presso le poche scuole per equipaggi per barche a vela che esistono in Europa, mentre la seconda, più diffusa, è quella del marittimo che, riuscito ad apprendere l’arte del navigare a vela, si propone come comandante-cuoco. Quest’ultimo, nella grande maggioranza dei casi, viene dalle isole del Centro-Sud, difficilmente distingue una posata da pesce da una da dolce e altrettanto difficilmente parla un inglese comprensibile, ma ha una capacità non riscontrabile negli altri equipaggi, quella di arrangiarsi. Il comandante di Ischia o di Ponza ha conoscenze ovunque in Mediterraneo e, se non le ha, è in grado di farsene rapidamente, sa muoversi e ha l’inventiva giusta per risolvere sempre ogni problema, con un personaggio del genere difficilmente la barca rimane ferma per qualche problema irrisolvibile. Ed è proprio questa capacità del marittimo nostrano che sta spingendo sempre più armatori stranieri che navigano in Mediterraneo a richiedere equipaggi italiani e questi a specializzarsi sempre di più. Un’ultima differenza che ci prospetta Costabile tra gli equipaggi è il diverso rapporto che l’armatore ha con questi al variare della grandezza della barca. Su barche sino ai 20 metri è difficile che s’instauri un rapporto formale tra equipaggio e armatore, cosa che avviene più di frequente su barche dai 23-24 metri in su. Sotto gli 80 piedi la divisa per l’equipaggio è una rarità, mentre al di sopra, a mano a mano che si cresce, diventa sempre più una costante. Anche gli stipendi aumentano con l’aumentare della specializzazione e della grandezza della barca. Un grande scatto si ha quando da imbarcazione si passa a nave da diporto, ovvero sopra i 24 metri di lunghezza fuori tutto. solovela.net 27

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