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MAXI

MAXI Nelle fotografie, diverse immagini del cantiere Solaris Yachts. Qui sopra il modellino del Solaris 68 MAXI – Per la costruzione cosa cambia. M.R. – La tecnica di costruzione rimane quella che ha visto oggi in cantiere. Lo scafo viene realizzato con un triplo processo d’infusione: scafo, longheroni, madieri e ogni parte della barche che viene a contatto con lo scafo viene a questo resinata, dal piccolo mobile alla grande paratia. Quello che cambia è la resina. Per queste barche abbiamo fatto studiare e realizzare una resina particolare, una miscela di resine viniliche ed epossidiche che garantisce leggerezza al manufatto, ma che ha caratteristiche meccaniche molto superiori alla sola resina epossidica. MAXI – Superiore all’epossidica. M.R. – La maggior parte dei produttori utilizza l’epossidica con sistemi che non permettono di usufruire delle potenzialità di questa resina. L’epossidica andrebbe utilizzata con il pre-preg che può essere trattato al meglio sia dal punto di vista della cottura che del sottovuoto, il che però, farebbe salire notevolmente i prezzi delle barche. Oggi si resina con l’epossidica, ma poi invece di adottare un processo di cura del composito dello scafo, lo si riscalda sotto le tende di cellophane con i cannoni ad aria che non sono in grado di raggiungere alte temperature. In questo modo la resina non si stabilizza del tutto e questo può portare a degli spiacevoli inconvenienti come la deformazione dello resina stessa e quindi dello scafo quando questo raggiunge alte temperature sotto il sole estivo, specialmente se il suo colore è scuro cosa che fa assorbire un quantità di raggi solari molto elevata. La resina che abbiamo fatto realizzare per la costruzione di queste barche, evita questi problemi e rende lo stratificato, e quindi la barca, molto più longeva senza aggravarne il peso. MAXI – Come definirebbe queste nuovo 68 piedi. M.R. – La nostra filosofia è improntata a solidità, sicurezza e marinità. Utilizziamo solo tecniche di costruzione molto sperimentate, impianti, componenti e attrezzature di altissima qualità per garantire che le nostre barche possano navigare in ogni condizione di vento e di mare, per la massima si- 46 solovela.net

MAXI curezza e tranquillità dei nostri armatori. MAXI – Quali sono i valori di riferimento di Solaris. M.R. – Un riferimento preciso è la quotazione delle barche Solaris sul mercato dell’usato, una verifica che racchiude tutti i valori di Solaris. Questo alto valore, molto superiore a quello dei concorrenti, è la dimostrazione concreta della la qualità delle nostre barche a distanza di anni. MAXI – Perché non avete annunciato il nuovo 68 o almeno pubblicato dei rendering. M.R. – Abbiamo ricevuto numerose richieste per costruire un 68 piedi con certe caratteristiche. Abbiamo presentato ai clienti un avan-progetto e su questo abbiamo venduto quattro scafi, che hanno esaurito la capacità produttiva del cantiere nel breve periodo. Non aveva molto senso parlare della barca se poi non avremmo potuto venderne altre con consegna a breve. MAXI – Le vostre barche sono le più costose tra quelle prodotte in Italia. M.R. – Si è vero, ma come lei sa non è importante tanto il prezzo, è importante che questo sia ben proporzionato alla qualità del prodotto che si vende e crediamo che il nostro rapporto qualità prezzo sia molto buono. Diversamente non avremmo il cantiere pieno di barche in costruzione come lei ha avuto modo di vedere. Javier Soto Acebal Javier Soto Acebal è il progettista che ormai da dieci anni disegna le barche di Solaris Yachts. Di lui Michele Ricci, direttore commerciale di Solaris Yahcts dice: “Con Javier l’intesa è perfetta perchè lui si sforza di capire realmente quali sono le esigenze del cantiere e cerca di pensare con la testa del committente senza voler imporre il suo modo di vedere le cose.” Una capacità rara tra i progettisti che spesso impongono il loro modo di vedere le barche, tanto che alcune volte più che rifarsi allo stile di un cantiere, il pubblico conosce lo stile di un progettista. Acebal, è argentino e nel suo paese ha studiato ingegneria navale. Il suo nome è divenuto noto agli appassionati di vela quando nel 2006 disegno il suo primo Wally 100, Alexia al quale poi seguì anche un 130. Tutti gli attuali modelli del cantiere di Aquileia sono stati disegnati da Jevier Soto Acebal Sopra il modellino del Solaris 68. Qui di lato, Javier Soto Acebal, il progettista dei Solaris solovela.net 47

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