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MAXI 2

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MAXI In

MAXI In alto il Wally Indio del 2009 disegnato da German Frer e la Wally. La barca è un Wally di 100 disegnato per il family cruising. Si caratterizza per l’ampio pozzetto centrale per gli ospiti Nel ’75 stavamo per fare il record della Giraglia. A circa un’ora da Tolone, dove ai tempi era l’arrivo, si avvicinò la motovedetta della Guardia Costiera francese per complimentarsi… Non bastarono tutti gli scongiuri a bordo: disalberammo poco prima di tagliare il traguardo! Poi sono venute le regate sui 6 m S.I. e nel ’79 abbiamo dato inizio alla classe J24 italiana, comprando i primi sette esemplari del monotipo e vendendoli ad altrettanti amici contro cui abbiamo regatato. Ricordo una notte di trattative con Agliardi e Vitelli, alla fine abbiamo spuntato un prezzo di 6 milioni di lire l’una! Posseggo tuttora il primo J24, ITA1. Nell’80 abbiamo comprato un Baltic 51 che mio fratello possiede ancora oggi, mentre io stavo già pensando alla mia nuova rotta. Nell’85 ho preso anch’io un Baltic 55, in realtà fu quella la mia prima barca battezzata Wallygator. Era verde, un colore che ho sempre amato, non sono affatto superstizioso da questo punto di vista. Proprio il colore ispirò il nome, che doveva risultare carino anche per mio figlio, che al tempo era un bimbo di un anno e mezzo. IMAXI – Nello stesso tempo esisteva già un’attività imprenditoriale nel settore, Barbarossa, che produceva winch… L.B. - Sì, esatto. Sono stato socio di Harken con Barbarossa, che oggi avrebbe 49 anni, giusto uno in meno degli americani che poi la acquistarono. Barbarossa fu fondata da mio padre: accortosi che un verricello Barient di ridotte dimensioni per il nostro 37 piedi costava come una Fiat 600, decise che all’interno della BTicino avrebbe potuto produrre winch a costi molto inferiori! Da lì a fare una piccola produzione il passo fu breve. IMAXI – Veniamo dunque alla genesi di Wally. L.B. - Come abbiamo visto ho iniziato come velista appassionato, sono cresciuto nel ruolo di cliente e nel contempo ho iniziato a disegnare da autodidatta con la stessa passione che mettevo nel navigare. Nel ’78 avevo disegnato per mio 38 solovela.net

MAXI padre Calabuig, la barca per la sua pensione, realizzandone uno schizzo a matita: una imbarcazione di 30 metri, fatta poi costruire da Camper & Nicholson. Calabuig naviga tuttora, anche se ha subito dei raddobbi che non le rendono giustizia. Il primo Wally, oggi chiamato Wally One, fu realizzato per la mia famiglia da Sangermani in legno lamellare con pelle esterna e rinforzi strutturali in carbonio. Fu il prototipo delle idee, la mamma di tutti i Wally. Facendo regate avevo conosciuto tantissime persone, ognuno con proprie esperienze. Ho raccolto tutte quelle conoscenze e le ho unite alle mie per far progettare e costruire una barca che fosse veloce, facile da manovrare La realizzazione dello scafo dell’Essence. Scafo laminato totalmente in carbonio Wally 93’ Il suo varo è previsto per l’estate del 2018 e la prima volta in regata sarà con tutta probabilità alla Maxi Yacht Rolex Cup in Costa Smeralda. Stiamo parlando dell’ultimo maxi entrato in cantiere, di cui Wally ha rilasciato i primi rendering e i dati tecnici più significativi, il 93 piedi. Con linee d’acqua disegnate da Judel/Vrolijk per un armatore esperto e appassionato di regate, questo cruiser racer di 27 metri propone quanto di più moderno si possa trovare in termini tecnici ed estetici, diventando dunque il nuovo punto di riferimento per i maxi yacht ad alte prestazioni. Il Wally 93 beneficia dell’esperienza sviluppata da Vrolijk per il Wallycento Open Season e per la classe Maxi 72, le cui linee di carena sono all’avanguardia nel mondo racing dei monoscafi. La barca sarà costruita in fibra unidirezionale di carbonio ad alto modulo su stampo femmina, anch’esso in carbonio e modellato a controllo numerico. Con un rapporto fra dislocamento e superficie velica superiore a quello dei Wallycento, il 93 piedi è ottimizzato per le condizioni di vento medio-leggere tipiche del Mediterraneo e promette un’esperienza velica straordinaria: si pensi che i calcoli VPP lo accreditano per un’entrata in planata al lasco già con 16 nodi di vento! La chiglia, profonda ben 6,2 metri, offrirà straordinarie performance anche di bolina, con la possibilità di essere ritratta per l’ingresso in porto fino a un pescaggio di 4,5 metri. Eccezionale anche il nuovo design della coperta, pulitissima con tutte le manovre recessate, e degli interni, a cura di Wally e dello stesso Luca Bassani. Sottocoperta è stata posta un’attenzione particolare alla privacy, dividendo con un layout innovativo gli spazi destinati all’armatore da quelli di lavoro dell’equipaggio. Ogni Wally è la perfetta sintesi tra uno yacht da crociera veloce e un racer da regata pura, il nuovo 93 piedi sarà un ulteriore passo avanti nella ricerca di questa perfezione. I dati L.f.t. m 28,30 Baglio max m 6,65 Pescaggio m 4,50/6,20 Dislocamento kg 35.500 Superficie velica mq 503,00 solovela.net 39

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