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MAXI 2

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MAXI

MAXI wallynano mark II Tutti i Wally a vela sono maxi dai 24 metri in su, con due eccezioni: Wallyño, un one off di 60 piedi, e Wallynano. Varato nel 2008 il primo esemplare, riunisce in 11 metri più il bompresso tutto lo spirito di un maxi Wally con un tocco rétro dato dalle linee dell’olandese André Hoek, chiaramente ispirate ai pilot cutter. Di fatto deriva dal progetto Pilgrim, un 200 piedi non più realizzato. Wallynano oggi è tornato in versione Mark II, più leggero e performante grazie alla disponibilità del carbonio ad alto modulo e a una serie di ottimizzazioni. Equipaggiato con un silenzioso motore elettrico per uscire dal porto, è un perfetto day sailer per chi già possiede un maxi Wally, magari a motore, oppure per chi voglia provare quel sottile piacere di planare al lasco su un gioiellino di Wally. Una nota di stile: la W “ricamata” nello specchio di poppa. Il costo? Vale la regola aurea dello yachting: se domandi quanto costa vuol dire che non te lo puoi permettere… I dati L.scafo m 11,35 L.galleggiamento m 17,55 Baglio max m 2,60 Pescaggio m 2,60 Dislocamento kg 2.750 Superficie velica mq 75,00 Motore elettrico Oceanvolt SD 6,0 e nel contempo comoda. Dopo un paio d’anni ero così soddisfatto del risultato che fondai l’azienda per vendere le barche basate su questo concetto. IMAXI – Quali barche sono le più significative nella storia di Wally e per quali ragioni? L.B. - Il ketch Wallygator, oggi Nariida, Genie of the Lamp e Tiketitan sono i tre capostipiti che hanno cambiato il design delle barche a vela. Genie con un layout di coperta che oggi tutti usano, Nariida ha linee d’acqua tuttora molto efficienti, piatte e larghe verso poppa, Tiketitan ha introdotto la canting keel sulle barche da crociera e la famosa terrazza sul mare a poppa: da quel giorno il salone non è più stato qualcosa di chiuso. Esense è un moderno J Class, una barca pulitissima e bellissima, una scultura. Aggiungo alla lista Carrera, un 24 metri con lo scafo simile a quello di Genie of the Lamp, che nel 2000 ha introdotto la lifting keel. IMAXI – Come viene scelto il progettista? L.B. - A meno che l’acquirente non abbia già un architetto navale di fiducia, lo proponiamo noi in funzione degli obiettivi del cliente perché abbiamo l’esperienza necessaria per indirizzarlo, anche in rapporto all’approccio alla barca e alla vela. Per esempio, se il cliente dichiara di voler fare il giro del mondo, ma conoscendolo so che non avrà tempo per farlo, cerco di dissuaderlo. IMAXI – Wally è da sempre all’avanguardia della tecnologia, quali sviluppi futuri? Vedremo un Wally con i foil stile IMOCA? L.B. - Se avessi fatto una nuova barca per me come agli inizi, ci sarebbe già un Wally con i foil e l’albero alare. Finora non abbiamo convinto un cliente a realizzarlo, ma sono certo che ci arriveremo. I foil necessitano di barche leggere per essere efficaci, altrimenti aumentano inutilmente l’attrito dell’acqua. Trovo molto interessante il Dynamic Stability System, perché aumenta la stabilità nel momento in cui occorre senza altre controindicazioni. Lo provammo sulla barca test e ne rimasi impressionato. In seguito arrivammo a un passo dall’applicare il DSS come retrofit su un Wally esistente, ma l’armatore alla fine cambiò idea. IMAXI – State sperimentando nuovi materiali o nuove tecniche/materiali costruttivi? solovela.net

MAXI L.B. - Nei primi anni di Wally, dovevamo cercare i nuovi materiali, le nuove soluzioni e le nuove tecnologie come cani da tartufo, adesso ci vengono proposti dai loro produttori ma non sempre possono essere utilizzati. Non prevedo salti epocali come nella sequenza dei passaggi legnoalluminio-vetroresina-carbonio, quest’ultimo è in progresso costante e non ci sono nuovi materiali che ne superino le eccellenti caratteristiche. IMAXI – Dove ci saranno le maggiori innovazioni in futuro? L.B. - Le maggiori innovazioni riguarderanno la propulsione a motore con l’ibrido e l’elettrico. Su Better Place abbiamo già installato un elettrodiesel che permette di manovrare elettricamente in porto, così come di entrare in aree protette dove è permessa la sola propulsione elettrica. L’industria nautica approfitterà delle tecnologie sviluppate da quella automobilistica: le nuove batterie Tesla promettono grande potenza a fronte di peso e dimensioni sempre più ridotti. Già oggi il rendimento di una comune batteria è trenta volte superiore a quello di dieci anni fa, questo grazie all’elettronica di consumo che ha stimolato tantissimo la ricerca e sviluppo. Per la crociera è prevedibile che si arrivi presto all’elettrico, la nostra navetta ha già il progetto pronto per la motorizzazione elettrica, che è solo in attesa del cliente. Luca Bassani solovela.net 41

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