Views
6 months ago

MAXI 2

  • Text
  • Barca
  • Maxi
  • Barche
  • Cantiere
  • Wally
  • Rolex
  • Motore
  • Essere
  • Imaxi
  • Piedi

MAXI Il

MAXI Il ponte contraddistinto dal capo di banda molto alto dell’Essence Per quanto riguarda la propulsione a vela, abbiamo sviluppato il progetto della vela alare riducibile e ammainabile in modo molto semplice, credo che a breve la vedremo applicata. IMAXI – Come avviene il flusso di lavoro tra la sede nel Principato, lo studio dei designer e i cantieri? Come viene scelto il cantiere di costruzione? L.B. - Per i Wally tra gli 80 e i 150 piedi abbiamo tre cantieri di fiducia: Performance Boats a Forlì, che di fatto è il nostro ex cantiere di Ancona perché vi lavora lo stesso team che avevamo là; Persico Marine; e siamo sempre in contatto con un cantiere neozelandese, Yacht Development di Jan Cook, che ha lavorato per noi agli inizi. Tra i cantieri che garantiscono il nostro livello tecnologico e qualitativo c’è anche Baltic, ma finora non abbiamo avuto occasione di costruire da loro. Per barche di dimensioni maggiori possiamo prendere in considerazione altre strutture, ma la competenza nella lavorazione del carbonio è una condizione imprescindibile. Il flusso di lavoro avviene nel seguente modo: noi sviluppiamo i preliminari, che diventano contrattuali, e, quando il cliente conferma la barca, commissioniamo l’architettura navale e il piano velico del progetto già finalizzato. Il cantiere riceve i disegni della carena dai progettisti, i piani di laminazione dagli strutturisti. Gli interior designer in genere presentano dei disegni di massima che vengono rielaborati dal cantiere nei piccoli dettagli per renderli realizzabili, con la libertà di adeguarli al proprio metodo di costruzione. Il mobilio interno viene in genere prodotto presso grandi falegnamerie esterne specializzate che servono gran parte della cantieristica, anche a motore. IMAXI – Gli armatori Wally: capitani d’industria senza timore di esibire uno yacht che non passa certo inosservato. Possiamo dunque citarne qualcuno? L.B. - L’armatore è segretissimo finché non firma il contratto, quando la barca è in acqua si viene subito a sapere chi è, anche perché ama stare all’aperto, mentre a bordo dei superyacht a motore restano chiusi dentro con l’aria condizionata. IMAXI –Qualche nome? L.B. - Lindsay Owen-Jones, Marco Tronchetti Provera, i fratelli Decaux, il principe Carlo di Bor- 42 solovela.net

MAXI bone, Andrea Recordati, mentre fra gli armatori di Wally Tender troviamo molti nomi della moda tra cui Dolce e Gabbana e Valentino. IMAXI – Gianni Agnelli non ha mai pensato di farsi costruire un Wally? L.B. - In realtà sì: Genie of the Lamp nacque proprio per l’avvocato, gli piacque moltissimo, ma fu consigliato dal suo comandante di farne uno per conto loro, lo Stealth. IMAXI – I luoghi di Wally: Monaco, Portofino, Porto Cervo, Saint-Tropez. Una scelta naturale o una strategia di marketing? L.B. - Sono i posti dove andavo con la mia barca facendo promozione perché veleggiavo tra gli yacht all’ancora manovrando da solo (sorride), che fosse a Cala di Volpe in Costa Smeralda o davanti a Pampelonne a Saint-Tropez. Sono luoghi molto frequentati dove le barche si fermano, capitali dello yachting mediterraneo. Ma le nostre barche sono dappertutto, navigano molto più di quanto non si pensi, anche in luoghi ben lontani dal clamore. Alexia di Alberto Roemmers continua a fare grandi crociere oceaniche, è arrivata fino in Groenlandia, mentre Indio di Andrea Recordati ha fatto il giro del mondo. Il Wallyone in banchina, il primo Wally mai costruito. Bassani lo fece costruire dal cantiere Sangermani per lui stesso su disegno di Luca Brenta IMAXI – Ci può parlare di WHY, un grande progetto purtroppo mai realizzato? L.B. - WHY (Wally Hermès Yacht) nasce dall’idea del Wally Island, qualcosa che andasse oltre alla barca, con degli spazi in più. Un’estate mentre ero a Bonifacio in crociera, ho trovato in edicola una rivista navale professionale con in copertina una nave dalla forma molto particolare. Ho comprato la rivista scoprendo che la nave era stata progettata e costruita per la ricerca del gas naturale. Ho subito pensato che fosse la carena giusta, la maison Hermès era nel capitale di Wally e venne coinvolta. Quello stesso ingegnere navale disegnò per noi la barca, ma era il 2009, il momento peggiore della crisi. Hermès decise di uscire dalla nautica, il mercato non c’era più… è rimasto un sogno, ma in futuro potrebbe avverarsi. IMAXI – Il nuovo Wally 93 piedi, la rinascita di Wallynano, lo sviluppo della classe Wallycento e… novità in arrivo? L.B. - Abbiamo appunto in costruzione un 93 piedi che riprende le forme dei Wallycento cui probabilmente seguirà una seconda unità gemella. Sullo stesso concetto di linee è sulla rampa di lancio un 80 piedi così come è prevedibile che venga messo in cantiere il Wallycento numero 5. Al Boat Show di Miami verrà presentato il Wally Tender X, dotato di motori fuoribordo. Infine, è già in costruzione un nuovo superyacht a vela di 44 metri, ma al momento è top secret. solovela.net 43

MAGAZINES NETWORK SVN

SVN 36
MAXI 3
SVN 35
MAXI 3
SVN 36
SVN 35