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MAXI In queste due fotografie gli interni dell’Hanse 531, il modello di barca del DOVE II protagonista del naufragio raccontato in queste pagine Ila pala del timone Il timone è un componente della barca che è sottoposto a grandi sforzi. È costituito da un asse che nelle barche di serie è di acciaio pieno; una gabbia che funge da struttura per le guance; due guance di vetroresina e un riempimento, solitamente del PVC a cellula chiusa che non permette l’ingresso dell’acqua. Tutte queste componenti hanno dei punti deboli. Nel nostro caso, quello che ha ceduto sono le guance di vetroresina. Si può ipotizzare che si siano distaccate. Queste vengono fissate con colle o stuoie di vetro resinate, da come questa giunzione viene realizzata dipende la loro resistenza. Se la giunzione non è fatta bene, quando il timone subisce un urto, le due guance si possono distaccare leggermente, l’apertura si può, poi, estendere. Raramente le due guance si perdono perché difficilmente cede l’intera giunzione. Il comandante del cargo chiese a James di manovrare per arrivare sotto bordo e far salire tutti sulle scale di corda che l’equipaggio avrebbe gettato fuoribordo. C’erano 30 nodi di vento e le onde erano ben oltre i 6 metri d’altezza. All’idea di avvicinarsi a quel mostro d’acciaio, a James vennero i brividi. Aveva solo un modo per cercare di portare la sua barca vicino alla nave, manovrare con l’elica di prua, ma non sarebbe stato un gioco da ragazzi. Ogni onda che arrivava prendeva il Dove II e lo sollevava come un fuscello, a volte allontanandolo dalla nave, ma a volte facendolo arrivare pericolosamente vicino alle murate di questa, che nella notte sembravano dei giganteschi muri. Provò più volte e più volte rischiò di finire la sua corsa sotto lo scafo di quel gigante. Era un incubo, la salvezza era lì, appena 11 metri sopra le loro teste, ma non c’era modo di raggiungerla. James capì che l’abbordo della nave non era una manovra possibile, il Dove II era in balia delle onde e senza nessuna possibilità di manovrare velocemente per evitare di finire contro la nave. I bambini piangevano inconsolabili e chiedevano al padre di portarli lontano da quel gigante di metallo. James pigiò il tasto dell’elica di prua e si allontanò dalla nave. A fatica si mise sulla linea della poppa di questa. Il comandante della Newseas Jade diede ordine di lanciare delle cime al Dove II, aveva deciso che la cosa migliore da fare era trainarlo, se ci fossero riusciti, la barca si sarebbe stabilizzata e avrebbe seguito la nave docilmente. Dalla nave furono sparate contro il Dove II le sagole pilota, di quelle che precedono le gomene di ormeggio. Da lassù nessuno si rendeva conto che quelle palle di cima intrecciata arrivavano sul ponte del Dove II come colpi di cannone. James capì che anche trainare la barca con quel mare era fuori discussione, le cime avrebbero strattonato tanto violentemente la barca che, con tutta probabilità, avrebbero strappato via le gallocce del ponte, e prese l’unica decisione possibile per quanto dura: abbandonare il tentativo di trasbordare sulla nave, almeno sino alla mattina, quando con il favore della luce avrebbe riprovato. Comunicò la sua decisione al comandante della Newseas Jade, il quale convenne con lui di riprovare a trasbordare quando si fosse fatto giorno. 70 solovela.net

MAXI Il Dove II si lasciò andare alla deriva, erano di nuovo soli. Il giorno dopo, all’alba, si rimisero al lavoro. Dormire a bordo era stato quasi impossibile e quella era la seconda notte da quando il timone si era rotto e la barca era alla deriva, due notti passate molto lentamente. Riprovarono ad avvicinarsi alla nave, ma le cose non erano cambiate, era evidente che se fossero andati sotto bordo si sarebbero sfracellati contro le murate. James rinunciò e informò la Guardia Costiera, che si diede da fare per trovare un’alternativa. Gli diedero dei suggerimenti su come costruire un timone d’emergenza, ma la cosa non funzionò. Gli suggerirono di aprire un po’ il fiocco e filare lunghe cime di poppa per stabilizzare la barca, poi James creò un’ancora galleggiante di fortuna, ma anche quell’operazione ebbe poco successo, l’imbarcazione continuava a prendere le onde di traverso e ballare disperatamente. In alto la Newseas Jade, qui sopra l’Asia Pearl V, le due navi che hanno cercato di portare soccorso al DOVE II. In basso il Tilly Mint, il Discovery 67 che è andato in soccorso del DOVE II solovela.net 71

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