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MAXI 3

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Esce il terzo numero di MAXI e prova n esclusiva il nuovo CNB 76, celebra i 50 anni dello Yacht Club Costa Smeralda, la casa di Azzurra e va a guardare in casa Nautor dove molte cose sono cambiate negli ultimi anni. Tra le molte altre cose che la rivista offre, troviamo la storia di Steinlagher, la barca legata al nome di Sir Peter Blake e un intervista a Roberto Lacorte, l'industriale che ha inventato la 151 miglia

MAXI

MAXI Jeanneau 64 Il futuro del MAXI COme si evolverà il settore dei MAXI e MINI MAXI in termini di prezzi di Maurizio ANzillotti La nautica a vela in Italia, e non solo, vede da una parte le barche cosiddette piccole e medie, tutti quegli scafi che vanno dalla deriva da competizione sino al 50-55 piedi, e dall’altra i superyacht, i grandi Swan, i Perini o i Vitters, vere navi a vela. In mezzo, ignorati da una parte e dall’altra, i maxi e i mini maxi, ovvero quelle barche che sono troppo grandi per essere annoverate nel primo schieramento, ma troppo piccole per far parte del secondo. I maxi e i mini maxi si muovono in un mare di mezzo senza identità, eppure sono queste barche di 20- 23 metri che hanno fatto la storia della vela. Da quando negli anni Settanta/Ottanta sono arrivati i superyacht, intesi come barche sopra i 24 metri, e questi hanno iniziato a crescere a dismisura in dimensioni, e nello stesso periodo è nata la barca industriale con decine di unità sfornate ogni anno da un singolo cantiere, l’interesse per le barche del mare di mezzo si è attenuato. Testimonianza ne è il fatto che MAXI sia l’unico giornale al mondo a essere dedicato a queste barche. L’armatore che oggi decide di comprare una barca tra i 60 e gli 80 piedi ha una scelta limitata, forse due, tre alternative per ogni tipo d’imbarcazione e misura. Una situazione che ultimamente è cambiata con l’avvento degli over 60 dei cantieri industriali, e che noi di MAXI pensiamo sia destinata a cambiare ulteriormente. Un cambiamento che sarà indotto proprio dal crescere, in questo settore, dei cantieri industriali. Se oggi per acquistare un 75 piedi sui 2 milioni alla boa bisogna rivolgersi a prodotti di basso livello, domani un 75 piedi ben realizzato potrà arrivare a costare poco più di 1,5 milioni pronto alla boa, cosa che cambierà e farà prosperare questo mercato. Un mercato dove, come negli altri settori, a fianco alle nuove barche a prezzi più contenuti continueranno comunque a esistere le barche di alta e altissima qualità che costeranno le stesse cifre di oggi o poco di meno. 16 solovela.net

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