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MAXI 3

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Esce il terzo numero di MAXI e prova n esclusiva il nuovo CNB 76, celebra i 50 anni dello Yacht Club Costa Smeralda, la casa di Azzurra e va a guardare in casa Nautor dove molte cose sono cambiate negli ultimi anni. Tra le molte altre cose che la rivista offre, troviamo la storia di Steinlagher, la barca legata al nome di Sir Peter Blake e un intervista a Roberto Lacorte, l'industriale che ha inventato la 151 miglia

MAXI

MAXI Italo – Sì, in effetti, da prima sembrava strano avere tutto quello spazio a disposizione, ma ci siamo abituati velocemente. MAXI – Era una barca che portavate da soli. Laura – No, a quel punto avevamo due bambini piccoli e io ero costantemente impegnata con loro, così abbiamo preso un comandante, Max. MAXI – La persona che è ancora con voi. Italo – Sì, ci troviamo molto bene. MAXI – Come siete arrivati al CNB 76. Italo – Eravamo in Sardegna in baia ad agosto quando in rada abbiamo visto il Vertigo, un 67 metri molto bello.Ci aveva colpito e abbiamo pensato che se avessimo dovuto scegliere una barca ne avremmo presa una con quel disegno. Quindi sull’iPad abbiamo cercato chi l’aveva disegnata e abbiamo scoperto che si trattava di Philippe Briand. Sul suo sito siamo andati a vedere che barche aveva progettato. Briand è specializzato in superyacht, ma ci siamo detti che forse si era impegnato anche su barche di misure diverse e così abbiamo visto che aveva creato il CNB 76. MAXI – E da lì avete cominciato a farci un pensiero. CNB 76 - i dati L.f.t. m 23,17 L.galleggiamento m 21,98 Baglio max m 6,10 Pescaggio m 3,5 - 3,0 Dislocamento kg 45.000 Zavorra kg 15.000 Olivier Lafourcade cofondatore del cantiere CNB Yachts e attuale presidente dello stesso. Sotto, il Belè ormeggiato a Marina Cala de’ Medici 26 solovela.net

MAXI Laura – No, da lì abbiamo contattato il cantiere e chiesto informazioni, ci hanno detto di rivolgerci a Pietro (Pietro Silveri della Silveri Yacht, importatore unico del marchio in Italia, n.d.r.) e così abbiamo fatto e a settembre lo abbiamo incontrato in Francia alle Vele di Saint-Tropez e lì ci ha fatto vedere e provare l’imbarcazione. In prova la barca ci aveva impressionati per la facilità con la quale si portava, la velocità anche con poco vento e per la gestione ottimale degli spazi interni. MAXI – E vi è piaciuta. Italo – Sì, era decisamente la barca che volevamo. Quando siamo entrati e abbiamo visto che stando seduti sul divano come siamo ora si poteva vedere fuori, abbiamo capito che era ciò che cercavamo. Non conoscevamo il cantiere, abbiamo preso informazioni, queste erano tutte positive, così siamo tornati in Francia per visitarlo. MAXI – E dopo quanto l’avete acquistata. Laura – Subito. Quando siamo andati abbiamo fatto il contratto. Consideri che a giugno ce l’hanno consegnata. MAXI – Cos’è che vi ha convinto che la barca era di buona qualità e che il cantiere fosse serio. Italo – Da una parte il fatto che fosse un cantiere del gruppo Bénéteau, in quanto tale la CNB usufruiva di tutta una serie di vantaggi che altri cantieri non potevano avere. MAXI – Del tipo. Italo – Centri di ricerca, studio dei materiali e delle tecniche di costruzione e cose di questo tipo. MAXI – Il secondo punto. Italo – Olivier, l’ex proprietario del cantiere che ancora lo dirige. Olivier ci ha fatto un’ottima impressione. Una persona competente che ama quello che fa. Ci ha seguito dal primo all’ultimo momento. In un altro cantiere, dopo un primo pranzo, ci avrebbero affidato al direttore commerciale, ma con lui non è successo, Olivier ci ha seguito per tutto il percorso. MAXI – Siete soddisfatti della barca. Laura – Sì, ci soddisfa sotto tutti gli aspetti. MAXI – Cosa avete cambiato dalla configurazione standard. Italo – Abbiamo chiesto che non fosse montato il rolla randa sul boma. Lo avevamo sullo Jeanneau 57 e ci ha fatto penare. Se il boma non è perfettamente centrato la randa non scende e si rischia il danno. MAXI – Quante persone avete di equipaggio. Laura – Fissa una, d’estate prendiamo un aiuto per Max e un’hostess. MAXI – A poppa c’è una cabina equipaggio per due, e la terza persona. Italo – A prua c’è un’altra cabina. MAXI – La barca l’affidate all’equipaggio. Laura – Quando non abbiamo voglia di muoverci sì, ma spesso siamo noi a portare la barca. MAXI – Le decisioni su quale accessorio comprare o attrezzatura montare le prende il comandante oppure voi in prima persona. Italo – Ne discutiamo insieme. MAXI – Quindi vivete la barca da protagonisti. Laura – Assolutamente sì. MAXI – Qual è il vostro sogno più grande velisticamente parlando. Italo – Quello di tanti velisti, fare il giro del mondo e qualcosa mi dice che non rimarrà un sogno a lungo. Fausto Sestini nella sala macchine del suo Mylius 76 solovela.net 27

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