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News Spedizione

News Spedizione Antartico-Artico: lo scafo è pronto News Norbert Sedlacek è lo skipper che ha tentato più volte di fare l’Atlantico andata e ritorno con un piccolissimo scafo di 5 metri costruito in fibra vulcanica, il Fibofix. Tentativo poi portato a termine da suo figlio. Dopo aver navigato per diverse migliaia di miglia con il Fibofix e aver partecipato al Vendée Globe del 2012-13, Sedlacek sta organizzando una nuova impresa che lo vedrà andare con un Open 60 da Les Sables d’Olonne all’Artico dove farà il passaggio a nord ovest, quindi scenderà per la costa occidentale del continente americano sino al passaggio di Capo Horn; qui prenderà la rotta per capo Leewen e quindi scenderà verso l’Antartico, farà il giro del continente di ghiaccio, ripasserà Capo Horn e salirà l’Atlantico sino a Les Sables d’Olonne. La barca si chiama AALab, la doppia A indica Artico Antartico, e sarà una barca completamente ecosostenibile realizzata con materiali riciclabili al 100% e decisamente innovativi. Lo scafo di AALab è stato terminato in questi giorni e nel video qui di seguito si vedono le fasi di costruzione. La barca è di balsa coperta con stuoie di fibra di basalto (la roccia vulcanica) quindi impregnato con resina bto-epoxy, una resina ecologica molto resistente che non inquina in fase di smaltimento a fine vita dello scafo. La partenza di AALab è prevista per il 2018. Oracle perde un uomo in mare a 30 nodi di velocità Durante un allenamento nelle acque di Bermuda con il nuovo catamarano da 50 piedi, la barca che parteciperà alla prossima Coppa America, a causa di un leggero ingavonamento che ha creato un’onda che ha spazzato il ponte della barca, Graeme Spence, uno dei grinder che in quel momento si stava spostando di scafo, è stato spazzato in mare. La barca camminava intorno ai 30 nodi e l’uomo, fortunatamente, è scivolato su di uno scafo ed è stato gettato al centro del tunnel dei due scafi. Se così non fosse stato, probabilmente la caduta sarebbe stata fatale, le lamine dei foil e dei timoni colpendolo lo avrebbero sicuramente ucciso. L’incidente che si vede molto bene in questo video prontamente postato dal Team Oracle, fa tornare ala mente un altro incidente mortale quello di Andrew Simpson che rimase prigioniero della barca capovolta, all’epoca gli AC 72, morendo annegato. Spence, prontamente recuperato dai gommoni di appoggio, una volta a terra ha dichiarato: “E’ stato un gran brutto momento. Sapevo che la barca aveva i foil in acqua e le T dei timoni erano pochi centimetri sott’acqua. A quella velocità un impatto con queste appendici sarebbe stato fatale, ma sono stato fortunato. Fortunatamente sono caduto verso il centro del tunnel e lì non c’è alcun foil.” News 32 www.solovela.net

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