Views
3 months ago

SVN 34

  • Text
  • Barca
  • Barche
  • Vela
  • Regata
  • Mare
  • Essere
  • Grande
  • Cantiere
  • Sempre
  • Mondo

I pro e i contro

I pro e i contro programmi di gestione, detti anche I contratti di yachting management, si basano sull’incontro fra due esigenze diverse: da una parte chi vuole acquistare una barca, ma non vuole spendere quanto necessario a comprarla per intero, dall’altra una società di charter che trova più utile gestire molte imbarcazioni che possederne poche. in tre rate ogni anno. Tutte le spese di gestione, ad eccezione dell’assicurazione della barca, sono a nostro carico. In questo contratto l’armatore può usare la barca per diverse settimane l’anno e due di queste sono in alta stagione. Il vantaggio è che la barca è intestata a lui, è una sua proprietà sin da subito. Questa è secondo me la più grande garanzia per un armatore, infatti, nei programmi di gestione dei grossi player internazionali, egli “crede” di acquistare la barca, ma in realtà acquista la “promessa” che a una certa data sarà proprietario dell’imbarcazione, ma se durante la gestione ci sono problemi… è proprietario non della barca ma di una “promessa”! Con questa formula, invece, se per qualche ragione non si trova bene a lavorare con noi, non è contento o qualcuno gli offre un contratto migliore, può rescindere il contratto con i preavvisi dovuti. Quindi può portare la barca da un’altra parte, o smettere di farle fare charter. Alla fine dei 5,5 anni avrà ricevuto un reddito pari al 50% del prezzo della barca. Con questa formula, al contrario di quanto accade con altri contratti, l’armatore potrà avere anche uno sconto sull’acquisto o delle facilitazioni simili a quelle che otterrebbe se comprasse la barca senza programmi di gestione. SVN – Il secondo tipo di contratto? S.M. – È molto simile ai contratti delle grandi società internazionali. In confronto al primo contratto le parti si invertono, siamo noi che compriamo l’imbarcazione, l’armatore ci paga il 33% del valore della barca completa, degli allestimenti, e dopo 5,5 anni di gestione charter diventa lui, senza ulteriori costi, il proprietario. Le garanzie per l’armatore sono minori rispetto alla formula precedente, egli infatti acquista soltanto la nostra “promessa” che la barca sarà sua a fine contratto. Questo è un contratto indicato per chi non vuole comprare e intestarsi una barca, o per chi per un motivo o per l’altro avrebbe problemi ad I pro: a) la spesa d’acquisto è tra il 30% il 50% del prezzo di listino b) non ci sono spese di gestione, queste sono a carico della società di charter c) la barca è manutenuta al meglio d) si può fare un cambio barca con un’altra unità locata in una base diversa. Più è grande la società maggiore è il numero di basi disponibili I contro: a) d’estate si può usufruire della barca solo per un periodo limitato b) non è possibile lasciare nella barca oggetti personali, questa, finito l’utilizzo, va riconsegnata vuota c) si deve far conto sulla serietà della controparte che accudisca la barca al meglio nel suo interesse e nel nostro avere un leasing per l’intero importo. In questo caso non ci sono sconti sul prezzo di listino, ma è uno scotto che può essere ripagato dal fatto di avere la possibilità di comprare comunque una barca pagandola soltanto il 33% del suo valore. SVN – Che barche si possono comprare con i vostri programmi di gestione? S.M. – Le barche che vendiamo noi direttamente sono Bavaria, Bénéteau e Lagoon, ma si possono prendere anche altre marche, come Dufour o Jeanneau. SVN – Con le società internazionali quando si compra una barca in programma di gestione si può cedere un periodo al quale si ha diritto e prendere un’altra barca della società in una base diversa. Anche da voi è così? S.M. – Sì, se lei compra, ad esempio, un Bavaria 40 www.solovela.net

46 che fa base in Sardegna, usando una formula di cambio per equiparare i valori dei due noleggi, può anche rinunciare a un periodo di utilizzo della sua barca e scambiarlo con un catamarano ai Caraibi. SVN – Avete molte barche in programma di gestione? S.M. – Ne abbiamo diverse, la richiesta è consistente, quello che attira molto è il primo tipo di contratto, le persone non amano sentirsi legate mani e piedi come accade negli altri programmi di gestione e il fatto di sapere che in ogni momento possono uscire dal contratto li tranquillizza. SVN – Sono molti coloro che escono dal programma? S.M. – Nessuno, l’importante è sapere di poterlo fare, poi non è detto che si faccia effettivamente, anzi, diversi armatori, scaduto il primo contratto, vendono la barca e ne comprano un’altra con un nuovo contratto. SVN – Una barca non rischia di invecchiare al punto da non valere più nulla dopo cinque anni di charter? S.M. – So che non è facile crederci, ma una barca da charter è sempre in condizioni migliori della grande maggioranza di quelle degli armatori privati. Per noi una barca che si ferma è un grave danno sia economico, sia d’immagine, per far sì che le barche non si fermino mai, ricevono una manutenzione accurata per evitare che quando sono utilizzate si rompa qualunque cosa. Quando il contratto finisce, si potrà avere il pagliolato usurato, la tappezzeria dei divani (magari) da rifare, ma l’imbarcazione strutturalmente sarà in ottime condizioni. Difatti, una barca da charter in una flotta come la nostra non può trascurare nulla, non si può rimandare nulla. Ogni minima avaria va riparata subito e va fatto al meglio perché non ci possiamo permettere che un piccolo problema fermi una barca. Chi noleggia una nostra imbarcazione dev’essere certo che non avrà problemi, di conseguenza non ne avrà neanche chi la possiede. SVN – Lei crede che i programmi di gestione diventeranno una cosa diffusa? S.M. – Per i clienti stranieri sicuramente sì, per gli italiani un po’ meno. Infatti la clientela italiana è ancora tendenzialmente “gelosa” della propria imbarcazione e dello “status” che essa rappresenta. La “gestione” non è ancora completamente capita e apprezzata, anche se, conti alla mano, rappresenta il miglior modo per godersi il mare e l’imbarcazione dei propri sogni senza i problemi che ogni armatore si trova ad affrontare. Un ulteriore limite è dato dal tipo di barca, per la “gestione” si possono usare soltanto imbarcazioni da crociera con configurazioni aventi il maggior numero di cabine, quelle che per intendersi sono definite “versione charter”. I catamarani sono molto richiesti con i programmi di gestione. Gli armatori temono che le spese di gestione di un catamarano siano molto elevate, e preferiscono scaricarle sulla società di charter attraverso i programmi di gestione www.solovela.net 41

MAGAZINES NETWORK SVN

SVN 36
MAXI 3
SVN 35
MAXI 3
SVN 36
SVN 35