Views
4 months ago

SVN 36

  • Text
  • Barca
  • Vento
  • Vela
  • Essere
  • Poppa
  • Barche
  • Gennaker
  • Jeanneau
  • Mare
  • Grande
SVN Solovelanet è la prima rivista di vela ad essere nata in ambiente digitale. I suoi argomenti sono, tecnica di navigazione, regate, mercato barche, viaggi. La rivista è gratuita.

Intervista Ubi Maior,

Intervista Ubi Maior, Harken cessat Sulla coperta di TNZ c’era UBI MAIOR, su quella di Oracle, Harken, anche nelle attrezzature di coperta, come nei team, questa volta Davide ha battuto Golia. A raccontarci quest’avventura Raffaele Di Russo, dirigente della UBI MAIOR di Alessandro Balzani Raffaele Di Russo Per quanto Luna Rossa si sia ritirata dalla Coppa America molto prima che fosse disputata, in questa Coppa la presenza italiana è sempre stata forte. Ingegneri, tecnici e velisti hanno prestato la loro preziosa opera a diversi team, primo tra tutti Team New Zealand grazie a un accordo con Luna Rossa, che ha prestato ai Kiwi Max Sirena e altri ragazzi della squadra. Questi hanno portato con sé le loro conoscenze, le quali a loro volta hanno influito su alcune scelte. Tra queste, la scelta di affidarsi a un’industria italiana per l’attrezzatura da montare su Team New Zealand. Stiamo parlando di Ubi Maior, la giovane azienda italiana che in pochi anni si è imposta nel panorama nautico internazionale. Ubi Maior, come ci racconta Raffaele Di Russo, uno dei responsabili del progetto TNZ, ha accettato subito e con entusiasmo anche se questo voleva dire scontrarsi con il colosso del rigging a livello globale, la Harken. Una sfida che gli italiani hanno saputo gestire e che li ha visti vincitori. Sentiamo com’è andata e cosa ha significato per Ubi Maior questa vittoria in Coppa America. 48 www.solovela.net

SVN – Come siete finiti a bordo di Team New Zealand? R.D.R. – Tramite Max Sirena, il quale aveva cominciato a seguire la nostra azienda sin dai tempi di Luna Rossa. Poi, circa due anni fa, una volta decaduta l’iniziativa italiana e avviato ufficialmente un dialogo con Sirena passato frattanto in Team New Zealand, ci siamo messi in gioco con i neozelandesi che cercavano un partner tecnico che volesse condividere la filosofia del progetto “Kiwi”: abbiamo voluto scommettere con loro e siamo dunque saliti sul catamarano della Nuova Zelanda. SVN – Scommessa vinta. R.D.R. – Alla grande! Siamo felici e orgogliosi del risultato raggiunto. La vittoria ci ha molto appassionato e coinvolto, non solo dal punto di vista commerciale ma soprattutto umano. Abbiamo vinto tutti insieme. SVN – Lo avreste mai detto? R.D.R. – Ricordo che qualche anno fa scherzavamo sul fatto di poter allestire un Coppa America. Ce l’abbiamo fatta, per dire che siamo un’azienda giovane che opera sul mercato da soli sette anni siamo riusciti a colmare il gap e raggiungere dei risultati molto importanti ed entusiasmanti. SVN – La vittoria di Team New Zealand contro gli americani di Oracle è stata vista da molti come la battaglia biblica tra Davide e il gigante Golia. Voi come l’avete vissuta? R.D.R. – L’esempio calza a pennello, considerato che i neozelandesi disponevano di un budget molto inferiore rispetto a quello del colosso americano, e il paragone rende bene l’idea anche nel nostro caso. L’attrezzatura di coperta di Oracle è stata fornita dalla Harken, un’azienda presente in Coppa America dal 1987 che non ha bisogno di alcuna presentazione. SVN – Qual è stato il segreto della vostra vittoria? R.D.R. – Sicuramente il grande affiatamento con il team neozelandese. Abbiamo sposato in pieno il progetto di Team New Zealand e ci siamo trovati a lavorare con persone simili a noi, friendly e molto umili. È stata davvero una bella esperienza. SVN – Su cosa si è lavorato? www.solovela.net R.D.R. – Principalmente sul diminuire l’attrito in tutti i sistemi di controllo della barca, questo è stato il must di Team New Zealand. Oltre a fornire articoli di catalogo Ubi Maior, abbiamo poi realizzato dei prodotti specifici riguardanti il governo dell’ala rigida, dei foil e della timoneria con l’obiettivo di avere una barca più controllabile e stabile. SVN – È stato difficile? R.D.R. – Più che difficile è stata una nuova esperienza. Abbiamo scelto di usare materiali meno complessi possibile per ottenere il miglior risultato ed eliminare eventuali situazioni critiche. Direi che siamo riusciti a centrare l’obiettivo grazie a una proficua e soddisfacente collaborazione tra il nostro ufficio tecnico e quello di Team New Zealand. SVN – Luna Rossa è il Challenger of Record della prossima edizione; ci sarete anche voi a bordo della barca italiana di Patrizio Bertelli? R.D.R. – Al momento non c’è nulla di ufficiale e ancora non si sa bene cosa si stia preparando per il futuro della Coppa America. Noi continuiamo a lavorare in quella direzione, consapevoli che l’esperienza acquisita a quel livello è essenziale per fornire ai nostri clienti prodotti all’avanguardia e innovativi. SVN – Avete mai pensato che nella prossima America’s Cup potreste diventare partner tecnico sia di Luna Rossa che di Team New Zealand? R.D.R. – Sì, se ne parlava anche di recente in azienda. Se dovesse capitare, a quel punto sarebbe compito nostro e correttezza aziendale mantenere distaccati i due lavori. Ci è già capitato di lavorare su pezzi custom di team tra loro concorrenti e la prassi è quella di sottoscrivere degli accordi di riservatezza che mai ci sogneremmo di violare. SVN – Sono previste modifiche sui prodotti di serie dopo l’esperienza fatta in Coppa America? R.D.R. – Faremo in modo di portare il know how appreso in questa esperienza su tutta la gamma Ubi Maior in modo tale da offrire prodotti sempre migliori, con la filosofia progettuale che da sempre ci contraddistingue e ci ha reso innovatori. Porto ad esempio il nostro Jiber, il rollafiocco senza canaletta che rappresenta una vera rivoluzione. 49

MAGAZINES NETWORK SVN

SVN 36
MAXI 3
SVN 35
MAXI 3
SVN 36
SVN 35